“Le relazioni di Coda e Garelli sono parti diverse di un discorso unitario”, afferma Paola Ricci Sindoni, docente di filosofia di religione presso l’università di Messina,riferendosi alle due relazioni tenute oggi dal sociologo Franco Garelli e dal teologo mons.Piero Coda, nel corso del convegno ecclesiale di Palermo. “Questo è un segno di grandenovità, oltre che la testimonianza della crescita della tensione ‘spirituale’ che hacaratterizzato i lavori della Giunta – ha aggiunto Ricci Sindoni. “La relazione di Garelli è stata- secondo la docente – un grande moto di anima: più che l’analisi di un dato sociologico, èrisultata un richiamo allo spessore vitale della fede; c’era dentro molto realismo sullasituazione storica, ma anche il profondo convincimento dell’immenso potenzialeantropologico e spirituale del laicato. La relazione di Coda – continua Ricci Sindoni – è statacaratterizzata da una teologia dal tono convinto e caldo, non astratta o disincarnata. Si èsottolineata con forza l’urgenza di tracciare una nuova via per l’evangelizzazione, improntataad una tensione pastorale che si indirizzi al cuore della carità, intesa come cuore rivelativodella vita trinitaria. Coda ha inoltre evidenziato la necessità di sviluppare il nesso fede-carità,secondo lo stile nuovo di una reciprocità che teologicamente è un nodo ancora tutto dascoprire”.