In un documento discusso nei giorni scorsi, il collegamento nazionale degli obiettori dicoscienza della Caritas, che raggruppa oltre 4.000 obiettori in servizio, ha avanzato alcuneproposte per il convegno della Chiesa italiana che si apre a Palermo. Innanzitutto, ilcollegamento auspica “che le Chiese locali si facciano promotrici della scelta dell’obiezionedi coscienza rispetto al servizio militare, presentandola in tutta la sua valenza apostolica didifesa non violenta della patria”.Inoltre, il collegamento propone di “sostenere proposte tendenti a cambiare struttura eformazione dell’esercito, per assimilarlo ad un corpo di polizia internazionale”. Infatti,spiegano gli obiettori di coscienza, “la domanda di una presenza dell’Onu sul pianointernazionale va estendendosi”. Perciò “occorre realizzare coraggiosamente il progetto diuna forza non armata sotto l’egida dell’Onu, che avrebbe scopi di costruzione della pace, diinterposizione e riconciliazione, avvalendosi anche di obiettori di coscienza”. Il collegamentorilancia infine la “proposta di un “servizio civile per tutti'”, affinché tutti i giovani possanoprestare “un anno di servizio sociale alla comunità”.