Buona l’idea di convertire le atomiche per progetti di pace

Buona l’idea di convertire le atomiche per progetti di pace, dicono p. gheddo (pime) e p.joblin (univ. gregoriana) – “Per i missionari impegnati nei paesi in via di sviluppo sarebbecertamente positivo poter disporre di risorse derivanti dalla proposta di ‘conversione’ dellebombe atomiche. Più importante però è la ‘conversione del cuore’ per una reale prospettivadi pace e di solidarietà internazionale”: lo ha detto p. Piero Gheddo, giornalista e scrittore delPime (Pontificio istituto missioni estere), prendendo parte ieri sera all’incontro durante ilquale è stata presentata la proposta di distruzione pacifica di 100 atomiche per finanziare1000 progetti di pace nel mondo entro il 2000. L’idea è stata lanciata dal Comitato diCollegamento dei Cattolici per la Civiltà dell’Amore e raccolta, a livello parlamentare, dalGruppo dei Federalisti e Liberaldemocratici (on. Raffaele Costa e on. Tina Lagostena Bassi).Secondo p. Joseph Joblin, dell’Università Gregoriana di Roma, presente all’incontro, laChiesa ha sempre espresso il proprio parere favorevole alla riduzione degli armamenti,specie di quelli come le atomiche ‘a sterminio di massa’. Perciò l’idea di ‘conversione’ diordigni nucleari è da salutare come un segnale verso quella ‘civiltà dell’amore’ da sempreinvocata per risolvere alla radici i problemi della povertà e del sottosviluppo. Secondo l’ing.Giuseppe Rotunno, dello stesso Comitato, la proposta vuole essere un segnale “culturale”che tocca ai politici mettere in atto.