“Aggiornamenti Sociali” sui diritti delle gestanti in difficoltà

Informare tempestivamente le donne sulla possibilità di non riconoscere il proprio neonatopotrebbe “evitare decisioni affrettate anche drammatiche, quali l’abbandono immediato otardivo del figlio o addirittura l’infanticidio”. Lo sostiene p. Giacomo Perico in un articolo su”Gestanti e neonati in difficoltà” nel prossimo numero della rivista “Aggiornamenti Sociali”, dicui diamo un’anticipazione. La gestante – scrive p. Perico ricordando quanto emerso alConvegno su Esigenze e diritti di gestanti, madri, neonati in difficoltà dell’aprile scorso – deveessere informata che, sul piano del diritto “può riconoscere il bimbo che attende, come puòanche non riconoscerlo, naturalmente per gravi motivi personali. Inoltre deve essereinformata che, nel caso in cui decida di non riconoscere il figlio, essa può esigere che siaconservato il segreto sul parto; infine deve essere informata che, in ogni caso, può ottenereassistenza psicologica e sanitaria prima, durante e dopo il parto”.Alla disinformazione si aggiungono altre gravi carenze, soprattutto legislative. “Dopo la leggequadro sul Servizio sanitario nazionale, sarebbe dovuta seguire una legge quadroriguardante i servizi socio-assistenziali – scrive padre Perico – (…) Ma tale legge quadro nonesiste ancora e i centri addetti all’assistenza della famiglia, della gestante e dei neonati simuovono in un quadro normativo inadeguato, eterogeneo e lacunoso”, con dispositivi dilegge che risalgono al 1925.