Scout: i giovani devono diventare protagonisti nella Chiesa

Riconoscere ai giovani un ruolo dal protagonisti nell’evangelizzazione: lo chiedono gliassistenti ecclesiastici scout, riuniti in questi giorni a Roma per il loro primo ConvegnoMondiale, organizzato dalla Cics (Conferenza Internazionale Cattolica dello Scoutismo).”Per il convegno eccelsiale nazionale di Palermo abbiamo preparato un contributoriferendoci in particolare alla quinta via preferenziale, quella dei giovani – ha detto al Sir,mons. Arrigo Miglio, vescovo di Iglesias e assistente centrale dell’Agesci, Associazione guidee scuots cattolici italiani -. Vorremmo contribuire a rendere i giovani più protagonistiall’interno della Chiesa italiana, riprendendo un invito che il Papa ha fatto più volte nel corsodelle giornate mondiali della gioventù, in modo che i giovani stessi divenganoevangelizzatori dei giovani e protagonisti della nuova evangelizzazione in generale”.Lo scoutismo fornisce anche, spiega mons. Miglio, “un luogo di maturazione di rapporti nuovitra preti e laici, in quanto nelle organizzazioni scout i preti sono assistenti, mentre i veriresponsabili sono i laici”. Nel mondo ci sono circa 30 milioni di scout (230.000 in Italia). Diessi circa la metà sono cristiani. I cattolici sono 6/7 milioni, di cui oltre 200.000 nel nostropaese. L’esempio migliore viene forse dalla Francia, dove si è costituita un’associazionescout musulmana francese che ha chiesto di essere collegata istituzionalmente conl’associazione cattolica degli scout di Francia.