Joint venture tra missionari cappuccini, azienda Enit (Gruppo Ansaldo) e Opam

Pannelli solari per illuminare il centro parrocchiale e la scuola di un villaggio e far funzionarei surgelatori, sconosciuti finora agli indios dell’Amazzonia: è questo il risultato raggiunto dallajoint venture tra i frati cappuccini e la società Enit del gruppo Ansaldo, che ha offerto aimissionari operanti nella diocesi ai confini con Perù e Colombia l’impianto necessario perportare la luce elettrica.”Ciò che dovrebbe caratterizzare i nuovi modi di intervento in favore dei Paesi del TerzoMondo – dice al Sir Massimiliano Ciccolini, dell’Opam (Opera di promozionedell’alfabetizzazione nel mondo), che ha curato come terzo partner i rapporti tra l’azienda e imissionari – sta nel creare condizioni di trasparenza, affidabilità e concretezza. Per leaziende che collaborano c’è il vantaggio del beneficio fiscale, della pubblicità positiva che nederiva e anche dell’appagamento morale che non è un fine estraneo a quelli aziendali”. “NeiPaesi in via di sviluppo – dichiara mons. Carlo Muratore, fondatore e presidente dell’Opam -esistono ancora immense regioni handicappate perchè prive del bene fondamentale dellaluce. Ringraziamo l’Enit, quindi, per l’esempio ‘luminoso’ che dà alle forze economiche dellanostra società, con l’augurio che serva da stimolo ad altre iniziative del genere”.