Lo sostiene don Domenico Sigalini, intervistato dal Sir durante una riunione del PontificioConsiglio per i laici, per valutare l’esperienza televisiva di Eurhope in occasione dell’incontrodel Papa con i giovani d’Europa a Loreto. “L’esperienza estremamente positiva di Eurhope -dice don Sigalini, responsabile del Servizio Cei per la pastorale giovanile – deve spinge lacomunità cristiana a reinventare il modo di fare animazione e catechismo tra i giovani. Sidevono studiare, ad esempio, dei videocatechismi che offrano al lavoro di gruppo strumentidi approfondimento con un linguaggio adatto ai giovani. Le immagini aiutano a coinvolgeretutta la persona: l’emotività, la corporeità, l’intelligenza, la fantasia. Se offro ai ragazzi unafiction che traduce in immagini l’argomento trattato, si sentono più coinvolti, ne discutono piùvolentieri”. Anche Internet, aprendo un apposito spazio potrebbe favorire il dialogo tra laChiesa e tutti coloro che vivono problemi esistenziali e religiosi. “A Genova – dice donSigalini – stiamo già predisponendo una banca dati corredata di aree tematiche moltoprecise: senso della vita, famiglia, affettività eccetera. Ogni sera un sacerdote risponderà aimessaggi inviati dai giovani. Si potranno così avvicinare molti giovani e aiutarli a capire chela religione non è un insieme di fatti, ma un coinvolgimento della persona nella prospettiva diun cambiamento di vita”.