Istituzionalizzare il gioco d’azzardo è politica miope ed eticamente inaccettabile. Lo sostienein un’intervista al Sir Antonio Mario Baggio, docente di etica sociale alla Pontificia UniversitàGregoriana e animatore della commissione di studio su impegno sociale e politico alprossimo convegno ecclesiale di Palermo.”In linea generale – dice Baggio – le attività di gioco di azzardo non sono eticamenteaccettabili, perché molto spesso l’azzardo prende la configurazione di vero e proprio vizioche fa presa su tutte le classi sociali anche se a rischiare di più sono quelle più povere,perché sperano di uscire dalle loro ristrettezze economiche. Questo é un altro motivo per cuinon é accettabile cercare di favorire simili attività”. Una proposta seria, secondo Baggio,sarebbe piuttosto quella di “combattere il gioco clandestino. Il ricorso alla legalizzazione eistituzionalizzazione è invece segno che la classe politica non riesce a fare progetti seri esceglie le vie più facili da percorrere. A tutto però c’é un limite e non si deve promuovere ilvizio”. La teoria che l’istituzione di casinò (la cui legalità andrebbe verificata), serva aeliminare il gioco clandestino, conclude Baggio, “è tutta da dimostrare, perché chi è preso inun certo giro vi rimane vincolato”.