L’Arcivescovo di Taranto lancia un allarme sulla crisi occupazionale

“La domanda che da qualche tempo mi pongo è la seguente: come riesce ancora a vivereuna comunità come la nostra, costituita in gran parte da prepensionati, cassintegrati,disoccupati? Non c’è famiglia del territorio ove non ci siano persone disoccupate”. E’ il gridod’allarme di mons. Benigno Luigi Papa, arcivescovo di Taranto, dove migliaia di persone inquesti ultimi anni hanno perso il posto di lavoro o che potrebbero perderlo entro pochi mesi.All’acciaieria Ilva, privatizzata di recente, i dipendenti sono passati da circa 30 mila a 12mila. “E ora c’è la prospettiva di chiudere un altiforno, con l’uscita prevista di altri 5 miladipendenti – dice al Sir il direttore del settimanale diocesano don Franco Mazza -. In questigiorni inoltre è scoppiato anche il caso Belleli, per il quale si parla di altri 400 esuberi. E’un’industria che va a rotoli, mentre si diffonde il lavoro nero con paghe da fame e orariassurdi”. Mons. Papa parla di “depressione psicologica” nella popolazione. “C’è un’atmosferadi cupa rassegnazione – dice – come se fossimo tutti condannati a stare in una situazionedalla quale è possibile uscire”. Secondo il vescovo occorre l’impegno degli enti locali, pervalorizzare altri settori, come il mare, il turismo, i servizi, senza attendere “il taumaturgo chevenga dal nord o dal centro Italia”.