“Non c’è contraddizione tra l’economia dello scambio e l’economia del dono”. Lo ha dettoGiancarlo Abete, presidente dell’Unione Industriali di Roma (Uir), intervenendo al convegnosul tema: “Roma: strategie di sostegno per lo sviluppo sociale”, organizzato dalla Uir incollaborazione con la diocesi di Roma e svoltosi oggi presso l’Auditorium della Confindustria.”Il sostegno della Chiesa a ceti e popoli disagiati – ha continuato Abete – va visto, perl’impresa, proprio in questa prospettiva. Sovvenire alle necessità della Chiesa diventadunque un imperativo morale ed un aspetto della solidarietà per lo sviluppo socialeestendibile a tutti”. Sulla “partecipazione corresponsabile” di credenti e non credentiall’azione svolta dalla Chiesa a sostegno dei più deboli, con particolare riferimento all’otto permille e alle offerte deducibili, si è soffermato mons. Attilio Nicora, vescovo di Verona eincaricato della Cei per l’attuazione degli accordi concordatari: “quando la gente è motivataed ha speranza – ha detto – risponde”. “Se è vero che la principale responsabilità diprovvedere alle necessità della Chiesa spetta ai fedeli, è però anche vero che c’è bisogno diun sostegno da parte dello Stato e dei cittadini”, ha sottolineato mons. Ottavio Petroni,incaricato per la promozione del sostegno economico alla Chiesa della diocesi di Roma.Secondo Carla Collicelli, vicedirettore del Censis, la forma di solidarietà più diffusa oggi è “lasolidarietà delegata, basata cioè sulla delega ad istituzioni capaci di farsi carico del disagio.Fra queste, in prima linea c’è proprio la Chiesa, considerata dall’opinione pubblicaparticolarmente attenta ai bisogni dei più deboli”.