Firenze: cosa può dire la chiesa sui progetti per “l’alta velocità”

Si è tenuto ieri sera, nel capoluogo toscano, un incontro tra i rappresentanti dei comitati per il’no’ ai progetti delle Ferrovie per “l’Alta Velocità” e il sindaco Mario Primicerio. L’incontro èstato promosso dalla diocesi: a presiederlo è intervenuto l’arcivescovo, card. SilvanoPiovanelli.Riassumendo i risultati di tale confronto, don Giovanni Momigli, direttore dell’Ufficiodiocesano per la pastorale sociale e il lavoro, sottolinea come la Chiesa “non può cherichiamare gli elementi che sulla base della dottrina sociale sono ritenuti necessari per unosviluppo corretto ed equilibrato, poiché la scelta di investire in un luogo o in settoreproduttivo piuttosto che in un altro, è sempre una scelta morale e culturale”.”In merito all’Alta Velocità, – spiega don Momigli – gli strumenti operativi devono sempreessere misurati su alcuni criteri fondamentali: il primato dell’uomo e la sua inalienabiledignità personale; una visione globale della comunità umana ispirata alla solidarietà; il benecomune come obiettivo fondamentale, su cui si verifica il grado di moralità pubblica e laqualità della convivenza civile; chiare norme di comportamento e trasparenti procedure, inmodo che siano controllabili scelte, meccanismi e soggetti coinvolti”.