Lo ha ribadito il cardinale Camillo Ruini, presidente della Cei, intervenendo oggi alla riunionedel Comitato preparatorio e dei vari coordinatori del convegno ecclesiale nazionale che sicelebrerà nel capoluogo siciliano dal 20 al 24 novembre.”Se i convegni ecclesiali del 1976 e del 1985 si sono caratterizzati per lo stile del conveniredella comunità cristiana e per il suo porsi dentro la realtà del Paese – ha sottolineato ilcardinale – l’imminente convegno di Palermo si dovrà caratterizzare come testimonianza difede, come risposta dell’uomo e della comunità all’iniziativa di Dio”. Solo a questa condizioneha aggiunto il cardinale “sarà anche possibile un impegno coerente dei cristiani in ambitosociale e politico”.Dopo aver nuovamente richiamato il tema della comunicazione e ribadito la necessità disuperare l’ecclesialese, il cardinale ha aggiunto che “gli oltre duemila convegnisti nondovranno solo parlare tra loro o con le realtà che rappresentano, ma sono chiamati ad aprirsiagli altri ed avere sempre l’intero Paese come diretto interlocutore”. Non solo, ci dovrannoessere anche ascolto e attenzione per il mondo, ha concluso il card. Ruini, perché “molteChiese di altri Paesi si attendono dall’Italia, proprio perché ha profonde radici cristiane, unsegnale nuovo in tema di fede e vita, fede e cultura”.