Don Tonino Lasconi, esperto in problemi pedagogici e consulente dell’Azione Cattolica,commenta la perizia disposta dalla Corte d’Assise di Teramo, in relazione al caso dellagiovane Mascia Torelli, il cui processo si apre oggi. La ragazza aveva ucciso a colpi dipistola il padre che la maltrattava. E don Lasconi si domanda: “I periti dei tribunali noncorrono il rischio di legittimare azioni sullo stile de ‘il giustiziere della notte?'”Sono tante le persone che vivono situazioni simili a quella di questa ragazza, – spiega ilsacerdote – ma certo non arrivano ad uccidere. Nemmeno io mi sentirei di condannarequesta giovane, evidentemente esasperata, ma il punto è che occorre comunquericonoscere la colpevolezza per poter poi procedere al ‘perdono’. Insomma, i periti avrebberodovuto solo definire la condizione psichica della giovane, che è risultata perfettamente ingrado di intendere e di volere, invece hanno invaso campi che non sono di lorocompentenza, come quello morale”. Di fronte a queste situazioni, aggiunge don Lasconi, “sidovrebbe pensare di più alle conseguenze che questo tipo di pronunciamento può avere suchi è più debole e privo di riferimenti morali”.