“Se il grande successo che Giovanni Paolo II ha ottenuto nella sua quarta visita negli StatiUniti ha resistito ad ogni possibile lettura politica, significa che é veramente riuscito acomunicare qualcosa di nuovo all’America”, commenta il Sir nella nota settimanale. “Questanovità – prosegue – é nei suoi gesti: la grande messa al Central Park, l’incontro con la follanella Quinta Strada, il pasto consumato in una mensa per i poveri”. Ma anche nel suomessaggio: “In una società come quella americana in cui chi difende un valore non si facarico degli altri, – spiega la nota – tanto che la difesa del valore della vita confligge conquella della solidarietà, il Papa ha saputo dare un messaggio chiaro ed un orizzonte globale,sfuggendo alle classificazioni, alle etichette”.”Il punto sta proprio qui: – commenta ancora il Sir – la deriva di frammentazione di questiultimi decenni, unita al processo di massificazione consumista, hanno riproposto la nostalgiadi un orizzonte globale di riferimento, la nostalgia di valori vissuti, la nostalgia di punti diriferimento autentici. Questa si esprime in vari modi, che spesso non si riescono adarticolare. La grande capacità comunicativa del Papa sta proprio nel riuscire a dare unarisposta adatta ai diversi interlocutori, parlando tanto il linguaggio dei gesti che quello delmagistero”.