la testimonianza dei missionari saveriani nel mondo.

“Ringrazio il Signore per averci dato dei fratelli capaci di testimoniare i valori cristiani sino almartirio”, così p. Luigi Zucchinelli, dei missionari saveriani, commenta la drammaticauccisione di due confratelli e di una volontaria laica, avvenuta ieri in Burundi.”Di fronte a questo clima fatto di sopraffazioni ed uccisioni, viene da chiedersi se valgadavvero la pena rimanere in quel Paese. – si domanda il sacerdote – Ma questi dubbi sonosuperati dalla vocazione del missionario: sull’esempio del nostro fondatore Guido MariaConforti, tentiamo ancora di essere parte della Chiesa locale, di incarnarci in essa. Tentiamodi inserirci nel tessuto culturale e civile, portandovi come criterio di discernimento la Paroladi Dio”.”I missionari che sono stati uccisi – continua p. Zucchinelli – stavano compiendo un lavoroche aveva come obiettivo la riconciliazione ed il perdono, ma nel Burundi da tempo è incorso un’eliminazione sistematica di quanti lavorano per la pace e la ricostruzione. Questemorti, che pure ci fanno soffrire, vogliamo leggerle come un evento di salvezza”.I saveriani sono circa 900 e sono presenti in Europa, Asia, America ed Africa. Nel Burundi,ve ne sono 15.