Il più grave problema della Chiesa è quello dei giovani.

Lo ha detto il card. Michele Giordano durante l’omelia per la celebrazione di S.Gennaro 1995.”Per quanto riguarda la religione – ha detto – i giovani sono meno praticanti dì tutte le altrefasce della popolazione (ad eccezione forse dei trenta-trentacinquenni). L’interesse religiosonella grande massa giovanile è basso. La figura di Cristo gode simpatia; invece la Chiesacome istituzione religiosa, al pari di tutte le altre istituzioni, è criticata, messa in questione eda molti respinta”.A fronte di questa situazione, il card. Giordano sottolinea però i valori propri dei giovani:l’autenticità, l’amicizia, l’accettazione degli altri, la preoccupazione per l’ambiente, per i dirittidell’uomo e l’aspirazione alla pace. “Tutto questo – ha detto l’arcivescovo di Napoli – è digrande importanza per il futuro del mondo”. Perciò “quello dei giovani, della loro educazionealla fede, è il più grave problema della Chiesa di oggi. Essa non può perdere i giovani senzacompromettere il futuro dell’evangelizzazione del mondo. La Chiesa perciò è chiamata atrovare vie nuove per l’evangelizzazione del mondo giovanile che, insieme con il mondo dellacultura, col mondo operaio e col mondo femminile forma il campo nel quale è chiamata acomportarsi in maniera più esigente col mondo moderno”. “Forse – conclude il card.Giordano – mai nella sua storia la Chiesa ha avuto una gioventù così cristianamenteimpegnata come negli ultimi decenni. Tuttavia, i giovani che la proposta di fede raggiungesono una minoranza. E’ questa la preoccupazione e l’angoscia della Chiesa nel momen