Il “Gruppo nazionale della scuola cattolica della Cei” già da tempo aveva redatto una “piattaforma che individua i punti essenziali di un sistemaformativo unitario”. Lo ricorda don Vincenzo Zani, direttore dell’Ufficio scuola della Cei, commentando le reazioni suscitate dall’appello del Papa afavore della parità scolastica. Nella “piattaforma” preparata dal Gruppo nazionale della scuola cattolica, prosegue Zani, si chiede che “le istituzionistatali e non statali godano di piena autonomia, parità di condizioni e di trattamento”.Quanto all’appello del Papa, don Zani rileva che esso “cade in un momento difficile e, forse, favorevole. Difficile per le condizioni economiche e socialiche, sovente, impongono ai gestori delle scuole cattoliche la scelta sofferta di chiudere istituzioni educative che, in molte parti del Paese, sono stateautentiche fucine di formazione e di crescita culturale per innumerevoli generazioni di giovani e di famiglie. Favorevole in quanto, proprio nell’attualecongiuntura, possono trovare, forse, una soluzione le attese riforme della scuola italiana, incluso il riconoscimento della parità tra scuola statale escuola non statale, che gran parte delle forze politiche ritiene ormai possibile”. Intanto, “le organizzazioni che gestiscono le scuole cattoliche” tendonoa “qualificare il servizio educativo della scuola cattolica per poter rispondere sempre meglio alla domanda educativa”. Le scuole cattoliche in Italia(comprese le materne ed escluse le università), secondo l’Annuario Statistico della Chiesa, sono oltre 10.000 con circa 850.000 alunni e studenti.