Dario Antiseri, preside della Facoltà di Scienze Politiche della Luiss, interviene sulla parità scolastica e cita le parole del vescovo di Udine, mons.Alfredo Battisti: “Per ogni scuola libera che chiude muore un pezzo di libertà”. Perciò Antiseri afferma che “la creazione di un sistema scolasticointegrato pubblico e privato è auspicabile non solo per salvare la scuola libera ma anche per salvare la scuola di Stato” resa inefficiente dall’assenza diuna reale “competizione tra istituzioni formative”. Spesso, ricorda il docente, si sente dire che non ci sono fondi per finanziare anche la scuola nonstatale: “In realtà si dovrebbe tener presente che la scuola privata, grazie alla sua offerta educativa, fa risparmiare allo Stato almeno 6 mila miliardil’anno”. Tuttavia, secondo Antiseri, “non basta indicare i fini, cioè la parità scolastica, ma è necessario anche proporre i mezzi per ottenerla”. Perciòrivolge un pressante appello ai vescovi italiani: “La Cei dica al più presto in che modo vorrebbe che fosse perseguita la parità”. Non tutti i mezzi sonouguali, spiega infatti il docente: “La formula della convenzione tra lo Stato e le scuole non statali finisce per ‘statalizzare’ anche le scuole libere”. Alcontrario, “il buono scuola garantisce la libera scelta delle famiglie e favorisce la competizione tra istituzioni formative”. Per diffondere queste proposteil prof. Antiseri, insieme con altri docenti universitari e personalità del mondo della scuola, ha fondato l’associazione “Cattolici e laici per la scuolalibera”.