Nella nota del Sir, a commento dell’intervento di ieri del Papa a proposito della scuola cattolica, si legge tra l’altro: “Non è un appello di maniera. E’ancora una volta un mettersi chiaramente dalla parte delle attese e delle necessità vere del Paese. All’appello di Giovanni Paolo II sono venuticonsensi immediati da diversi esponenti politici, con l’eccezione della sinistra neo-comunista. Quel che è certo é che dopo una campagna elettorale incui entrambi gli schieramenti hanno fatto programmi e preso impegni, é l’ora delle realizzazioni concrete”. Richiamando il significato delle “dieci parole”proposte dalla stampa cattolica “non solo in vista delle elezioni” e che “rappresentano un preciso punto di riferimento per elaborare e consegnare aldibattito pubblico i cruciali temi su cui si gioca il nostro futuro”, la nota così prosegue: “La forza della posizione dei cattolici é proprio quella diesprimere istanze antiche che tuttavia sono quelle più adatte a rispondere alle urgentissime sfide dell’attuale società complessa. Le dieci parolediventano così dei punti che disegnano un itinerario organico che può tradursi in convergenza e proposta. Qui, come già é emerso a Palermo, si giocail significato ed il peso della presenza dei cattolici nell’Italia di questa complessa fine del secolo. D’altra parte il rischio di insignificanza – emerso davarie analisi anche del risultato elettorale – è una sfida che deve essere assunta in positivo. Superando antiche remore e complessi, conformismiculturali e guardando avanti con convinzione”.