Grande attenzione sui giornali al voto cattolico ed anche agli articoli del Sir. E’ cosa positiva, dato anche il tono complessivo della campagna elettorale.Ma stupiscono certe semplificazioni ad uso elettorale. Alcuni hanno ritagliato, intorno al “bene comune”, alcuni temi, tacendone altri. Ci sono dei valoripiù di sinistra o più di destra? La solidarietà può essere considerata patrimonio di uno schieramento, magari col risultato di fare sì che famiglia e vita lodiventino di un altro?Nella grande macchina della semplificazione potrebbe accadere anche questo, ma saremmo alla caricatura. Quel che è certo è che per i cattolici unpunto non può essere disgiunto dagli altri. La stampa cattolica ha diffuso “dieci parole”, i Vescovi hanno elencato precisi punti di riferimento e criteri digiudizio. Occorre evidentemente tenerli presenti tutti nella loro coerenza e nel loro orizzonte complessivo.Questo vale per valutare i singoli candidati, gli schieramenti e le forze politiche, senza sconti o crediti. E’ un preciso indirizzo per il 21 aprile, nella”cabina elettorale”. Ed è un altrettanto preciso criterio di presenza e di proposta dei cattolici nella società italiana, in questa fase storica. Elettoriesigenti e cittadini attivi, i cattolici, senza vergognarsi del proprio passato e del ruolo svolto per la difesa e lo sviluppo della democrazia, guardano conpartecipazione e con fiducia al futuro del Paese, proprio in forza della loro coerenza.