Il Cif propone di affidare la previdenza al “privato-sociale”

Oggi a Roma, in un convegno promosso dal Cif (Centro italiano femminile) su previdenza e assistenza integrativa a base familiare, don GiangiulioRadivo, giornalista e consulente ecclesiastico del Cif, ha lanciato la proposta di un nuovo modello di privato-sociale basato sulla costituzione di fondiintegrativi autogestiti nei campi della previdenza, dell’assistenza sanitaria e domiciliare. “I fondi sono costituiti mediante una raccolta di denaro da partedegli associati; – ha spiegato don Radivo – sono integrativi perché integrano quanto corrisposto dal settore pubblico e autogestiti in quanto le decisionisono prese dagli organi statutari eletti dai soci. La gestione operativa è affidata a soggetti privati, quali banche e assicurazioni. Si prevedono fondi abase territoriale per rendere i servizi più vicini possibili alla gente”. Secondo don Radivo questo nuovo quadro di relazioni sociali potrebbe anche farfronte alla disoccupazione: “In una ipotetica ‘camera di compensazione sociale’ possono entrare persone in cerca di primo impiego e disoccupati, ingrado di prestare la loro opera in servizi di utilità pubblica e sociale”. Esponendo le problematiche relative alle riforme previdenziali e ai mutamentisociali in corso, tutti i relatori al convegno hanno concordato sulla necessità di ricorrere ad “un insieme di previdenza obbligatoria e volontaria” in gradodi valorizzare soprattutto il ruolo della famiglia e del volontariato.