“Don Sturzo ha liberato il clero dal servilismo verso i partiti clientelari retti dainotabili locali”. Lo afferma don Michele Pennisi, vicario episcopale per la pastorale sociale della diocesi diCaltagirone e studioso di don Luigi Strurzo, che interverrà oggi, a Roma, alle 18,00, presso laPontificia Università Gregoriana, alla presentazione della terza edizione rivista ed aggiornatadel volume “Luigi Sturzo sacerdote” di mons. Paolino Stella. Secondo don Pennisi, “si tratta diuna biografia che rilegge la vicenda di don Sturzo alla luce della sua profonda spiritualitàsacerdotale, che gli fece concepire l’impegno sociale e politico come dovere morale ed attod’amore. Sturzo esigeva per il clero una cultura solidamente fondata sui principi cristiani, maanche aperta ai problemi ed alle esigenze della società moderna. Sturzo sogna un preteculturalmente preparato, spiritualmente formato, pastoralmente attivo.”Don Pennisi sottolinea come Sturzo rifiuti la figura di “prete politicante, intrigante emaneggione”. La novità portata da Sturzo nella Sicilia di allora non fu tanto quella di farimpegnare il prete in politica o nelle lotte amministrative, cosa abbastanza comune ai suoitempi; ma di evitare che i cattolici facessero una ‘politica da eunuchi’ e diventassero ‘utili idioti’al servizio di personaggi e partiti che nulla avevano a spartire con il messaggio cristiano”.