Presentando oggi a Roma laGuida ai servizi socio-assistenziali dell’area metropolitana, mons. Luigi Di Liegro, direttoredella Caritas diocesana, ha denunciato la presenza massiccia di strutture private non ancorasottoposte a “controlli di qualità”: “gli enti pubblici locali devono verificare che non avvenganoforme speculative e degenerative – ha detto – e che i servizi rispondano a determinate regole”.Delle 1155 realtà censite dal volume della Caritas risulta infatti che il 64% è gestito da privati(con una leggera prevalenza dell’area religiosa) anche se per un terzo sono in convenzionecon il servizio pubblico. Disuguale è inoltre la distribuzione sul territorio: le zone più ricche diRoma (ovest e nord) riescono a garantire le migliori risposte sociali (30% e 22,8%) rispetto allearee più popolose della periferia sud-est (12,2% e 15,8%). Destinatari prioritari dei servizi (cheoffrono in primo luogo assistenza alloggiativa, medica, infermieristica e animazione) sonosoprattutto gli anziani (49,8%) e i portatori di handicap (10,1%). Seguono, in percentualiminori, malati di Aids, tossicodipendenti e alcolisti, famiglie e persone in difficoltà, ex-detenutie disoccupati. Attraverso un indice ragionato composto da 107 voci, la Guida consente ditrovare con facilità notizie sulle strutture. La Caritas ha messo anche a disposizione unnumero telefonico (06/69886501) per fornire ai cittadini dati aggiornati.