“Durante la guerra l’antisemitismo era di stato, non di popolo. Il popolo italiano non è mai statoantisemita”. Lo affema il rabbino capo di Roma Elio Toaff in un intervista che sarà pubblicatasul prossimo numero dell’inserto demenicale di Avvenire, Roma Sette, a ricordo del 10°anniversario dalla visita del Papa alla sinagoga di Roma.”La visita – afferma nell’inserto mons. Clemente Riva, vescovo ausiliario di Roma – harappresentato un evento, che è poco definire storico. E’ stata in fatti la prima volta che ilsuccessore degli apostoli Pietro e Paolo si è recato a incontrare la comunità ebraica di Romanella sinagoga di lungotevere dei Cenci Tra il Vaticano e la Sinagoga la distanza è breve. Avista si possono scorgere reciprocamente. Eppure era passato tanto tempo senza un incontro.Il Signore ha i suoi tempi e momenti provvidenziali”.Mons. Jorge Mejia, che nel 1986 era segretario della Commissione della Santa Sede per iRapporti Religiosi con l’ebraismo, fu incaricato dei preparativi: “Il momento decisivo -rammenta – fu la mia visita al rabbino Toaff, qualche giorno dopo aver ricevuto l’incarico.Avendo sentito ciò che ero stato incaricato di dire, ha risposto con una citazione biblica: barukhaba beshem Adonai, benedetto colui che viene nel nome del Signore. Così la risposta venivadata non soltanto come espressione di una disponibilità personale, bensì con un riferimentoalla parola di Dio, comune tesoro di ebrei e cristiani”.