E’ questo il pensiero di mons. Giuseppe Costanzo, arcivescovo di Siracusa e presidente dellaCommissione episcopale per il laicato, intervistato dal Sir in occasione del suo incontro con ilComitato presidenti della Consulta nazionale delle aggregazioni laicali. Secondo Costanzo,infatti, in un momento complesso come l’attuale, “al laicato è chiesto di guardare in faccia larealtà con tutte le risorse che vengono dalla fede anzitutto, poi dal magistero, poi dalla propriaimmersione nella storia”. La differenza tra i credenti e i moderni “pagani” consiste, secondomons. Costanzo, nel fatto che questi ultimi “non hanno speranza”, mentre i cristiani “hannoalcune grandi certezze, che li rendono fiduciosi ma non presuntuosi, attenti e accoglienti maanche critici”. Tra tali certezze, quella che “Gesù Cristo ha visitato questa storia e l’hariscattata”. Occorre però anche il contributo dei credenti a questa opera di redenzione, chepuò essere offerto – dice ancora l’arcivescovo – “studiando la dottrina sociale, assimilandola eattingendovi luce e coraggio per far sì che la fede illumini la storia, che la gloria di Dio mordala storia”. Nei giorni scorsi il Comitato presidenti della Consulta dei laici (54 aggregazionnazionale per circa 2 milioni di aderenti) aveva diffuso un messaggio in vista delle elezionipolitiche del 21 aprile prossimo, che è stato bene accolto.