Il direttore dell’Ufficio liturgico della Cei, mons. Guido Genero, interviene in meritoall’opportunità di ospitare concerti e rappresentazioni teatrali nelle chiese aperte al culto. Lospunto è stato offerto dall’iniziativa di un parroco della diocesi di Rovigo che aveva organizzatoil pomeriggio della Domenica delle Palme, nella chiesa parrocchiale, una rappresentazione diFranca Rame e un dibattito con Giancarlo Caselli, Gherardo Colombo, Pier Luigi Vigna, DarioFo. Dopo l’intervento della Curia, la rappresentazione si è svolta nel teatro comunale e ildibattito è stato rimandato. Tuttavia, rileva mons. Genero, “resta piuttosto diffusa in tutta Italiala tendenza ad organizzare nelle chiese varie manifestazioni, in particolare concerti. Taliiniziative non vanno ostacolate, ma è doveroso ricordare che gli spazi sacri sono destinati allaliturgia ed ogni chiesa è espressamente ‘dedicata’ al culto. Le chiese possono anche ospitaremanifestazioni artistiche, ma queste devono essere direttamente collegate alle ragioni dellafede. Perciò, sono ammessi in chiesa concerti di carattere spirituale e sacre rappresentazioni,mentre ogni altro tipo di manifestazioni, anche se di contenuto artistico, andrebbero svolte inaltri spazi, ad esempio nelle sale riunioni della parrocchia. Qualora ci sia sovrabbondanza dichiese e carenza di luoghi di riunione il vescovo del luogo può destinare una chiesa a divenireluogo stabile per ospitare riunioni e manifestazioni, purché non siano indecorose. Ma in talcaso non vi si potrà più celebrare Messa”.