“Sonodisposto a morire per il mio popolo e per la pace”. Così mons. Belo, il vescovo di Timor Estche domani a Oslo riceverà il premio Nobel per la pace insieme con il suo connazionale JoséRamos Horta, commenta la sua missione pastorale in un’intervista rilasciata all’Agenziasalesiana di informazione (Ans). “Dobbiamo sempre lavorare per la pace, le nostre azioni, inostri pensieri, tutta la nostra attività deve essere di una persona che vive veramenteimpegnata a favore della pace”. Al centro del suo discorso di Oslo, anticipa mons. Belo, cisarà la dottrina sociale della Chiesa “nei confronti della dignità umana, della pace nel mondo,della riconciliazione”. In margine ad una recente riunione della Conferenza episcopaledell’Indonesia, mons. Belo ha messo l’accento sulla solidarietà dei suoi confratelli vescovi:”Tutti mi hanno mostrato la loro solidarietà. E mi hanno detto: almeno abbiamo ancora unvescovo che può parlare. Noi non possiamo farlo. Almeno a Timor abbiamo uno che puòparlare, alzare la voce”. Sulla tragedia dello Zaire, il premio Nobel ha sollecitato “un impegnodi tutti i governi per non permettere che succedano ancora queste tragedie”.