Le suore in prima linea contro la tratta delle donne

Così suor Lilia Capretti,presidente delle Superiori Maggiori d’Italia, ha spiegato la numerosa presenza delle religioseal seminario di studio in corso alla Caritas Italiana sulla tratta degli esseri umani a scopo disfruttamento sessuale. “Molte suore – ha spiegato la religiosa – sono impegnate in questocampo, andando spesso a contattare in prima persona le ragazze sulla strada. Abbiamoconstatato che con le suore, queste persone stabiliscono un rapporto di fiducia e si aprono piùfacilmente”. Intensa è anche l’azione preventiva svolta dalle religiose nelle terre di origine,prima fra tutte l’Albania dove “le suore – ha testimoniato suor Capretti – promuovono corsi diformazione professionale e aiutano le giovani a trovare un lavoro evitando così l’esodo nellaterra dei sogni. Nello stesso tempo, si cerca anche di tutelare il ritorno delle ragazze in patria,preparando la famiglia ad accoglierle di nuovo”. Per la rappresentante delle suore italiane,l’impegno delle religiose in questo campo così di frontiera risponde all’imperativodell’evangelizzazione e della carità che “è apertura del cuore ai bisogni dell’umanità e in vistadel 2000 annuncio di un Cristo che si è fatto solidale soprattutto con i più poveri”. Anche l’on.Silvia Costa, presidente della Commissione Pari Opportunità, ha apprezzato il ruolo dellereligiose “nei confronti delle quali – ha aggiunto – l’opinione pubblica è ingenerosa masoprattutto non attenta a come si è modificato in termini di presenza, competenza ed aperturaalla modernità”. L’on. Silvia Costa ha sottolineato “il contributo di umanità e delicatezza” che lereligiose danno.