L’Arcivescovo di Belgrado: “La Serbia rischia un bagno di sangue”

Intervistatooggi dal settimanale diocesano di Udine “Vita Cattolica”, a proposito delle manifestazioni diprotesta contro il governo di Milosevic, mons. Franc Perko, arcivescovo di Belgrado, hadichiarato “E’ molto difficile prevedere lo sviluppo degli avvenimenti, speriamo che non si arriviad un bagno di sangue. La situazione sociale é catastrofica, la disoccupazione alle stelle. C’éestrema necessità di investimenti per cui l’unica via d’uscita sono gli aiuti finanziari dellacomunità internazionale. E’ per questo motivo che Milosevic non può permettersi l’uso dellaforza come fece nel 1991 mandando i carri armati contro gli studenti”.Ad avviso di mons. Perko “se la Bosnia resterà unita allora anche gli albanesi della regioneserba del Kosovo, dove é iniziata la crisi iugoslava negli anni 80, non vorranno la secessionema solo maggior autonomia, diversamente un nuovo bagno di sangue sarà inevitabile”.In queste condizioni la Chiesa ortodossa, dice l’arcivescovo, “mantiene una posizione di noningerenza negli affari politici ed ha esortato al dialogo e alla soluzione pacifica della crisi anchese molti suoi sacerdoti e studenti di teologia partecipano attivamente alle manifestazioni”.