Ci sono imprenditori occidentali che cercano alti guadagni in tempi brevi. Il problema della disaffezione al lavoro, che non è presente solo in Albania ma anchenegli altri Paesi post-comunisti, non può giustificare pregiudizi e rifiuti. Lo ribadisce mons. RrokMirdita, arcivescovo di Tirana e presidente della Caritas Albania, in un’intervista che appariràsul prossimo numero del settimanale diocesano “L’Ora del Salento” di Lecce. A questo,aggiunge l’arcivescovo, si affianca oggi il problema di “alcuni imprenditori occidentali checercano in Albania guadagni alti in breve tempo, approfittando del basso costo della manod’opera”.Quasi una ‘compensazione’ a quanto le televisioni italiane ed europee “offrono soprattutto aglialbanesi a proposito di consumismo e guadagni facili e rapidi”.In ogni caso, a farne le spese è “uno dei Paesi più martoriati negli ultimi decenni dalcomunismo ed oggi” ma che “riuscirà sicuramente a darsi una forma politica e sociale sulmodello europeo”.Di conseguenza, aggiunge mons. Mirdita, “abbiamo bisogno di un impegno serio, soprattuttoda parte dell’Italia, per far sì che i nostri giovani crescano e rimangano nel loro Paese. Quandoessi emigrano trovano molti pericoli, iniziano una nuova vita, lontani dalla famiglia e, spesso,sono costretti a lavorare in condizioni assai poco dignitose. E in questa situazione le soluzionirepressive non sono completamente efficaci”.