E’ quanto afferma Andrea Piersanti, Presidente dell’Ente dello Spettacolo (Eds)e segretario generale dei critici televisivi italiani, in un comunicato stampa diffuso oggi. “Sitratta – continua Piersanti – di una battaglia di civiltà” contro “la nuova pornografia del 2000,che banalizza, insozzandoli, i sentimenti più autentici dell’umanità, sfruttando inoltre in modoinaccettabile i valori sacri del Natale. Dopo alcuni aberranti episodi di cronaca – osservaPiersanti – è cresciuta la sensibilità collettiva intorno al tragico problema della pedofilia. Si devedire con chiarezza che le origini del fenomeno sono anche di tipo culturale e le pubblicità cheabusano dell’immagine dell’infanzia contribuiscono alla formazione di un distorta e perversacoscienza”.”Viviamo – secondo Piersanti – in uno dei pochi Paesi al mondo dove è permesso l’uso deiminori nella pubblicità. Eppure, si sono organizzate manifestazioni di piazza per impedire glispot nei film in tv. La cultura e la politica devono ora dimostrare al Paese che sono in grado diaffrontare anche battaglie di civiltà come queste. Ma i vari organismi di garanzia – questa ladenuncia di Piersanti – come il giurì sulla pubblicità, latitano e non si riesce a capire perché”.