Lo ha detto IsabellaPoli, responsabile del Bice (Bureau International Catholique de l’Enfance) Italia, commentandol’assemblea generale dell’Organismo Non Governativo (Ong), che in Italia coordina unconsorzio di trenta organismi e associazioni, cattoliche e non, impegnate a vario titolo nelservizio ai minori. Molte le iniziative presentate nel corso dell’assemblea, che si conclude oggia Venezia. Tra queste, la partecipazione del Bice Italia al Consorzio europeo per l’educazionealla comunicazione tra adulti e bambini, creato dal Bice nel 1995. “L’obiettivo – spiega Poli – èquello di recuperare la capacità di ascolto dei minori, che noi adulti abbiamo perso: attraversol’ascolto, infatti, si possono capire quali siano i bisogni del bambino e attivarsi per soddisfarli”.Riferendosi alla “moda” di parlare dei minori insistendo troppo “sulla patologia”, laresponsabile del Bice Italia ha invitato a “non trascurare la normalità dell’infanzia. Non si puòagire solo con ‘interventi-tampone’, per fronteggiare l’emergenza, bisogna progettare politichespecifiche”. Come quelle messe in atto dal Bice in ogni parte del mondo: in Asia per i bambinivittime dello sfruttamento sessuale, in Africa per i bambini in prigione e rifugiati, in AmericaLatina per i bambini di strada, nell’Europa dell’Est per i bambini handicappati. Tutto questo,tramite l’attenzione “ad ogni bambino a rischio, aiutandolo a far leva sulle sue risorse interioriper riuscire a sviluppare una personalità equilibrata”.