Immigrazione e prostituzione: uno squallido sfruttamento del Terzo Mondo

Laprostituzione e lo sfruttamento delle donne a scopo sessuale “è una questione che preoccupae che va affrontata decisamente non solo per lo squallore della prostituzione e della tratta, maanche per il fatto che esso rappresenta l’aspetto più turpe dello sfruttamento del TerzoMondo”. Lo ha detto padre Bruno Mioli, direttore dell’Ufficio della Fondazione Cei/Migrantesper la pastorale degli immigrati esteri in Italia e dei profughi, che interverrà giovedì 5 dicembre,ad una conferenza stampa promossa dalla Caritas Italiana e dal Gruppo Abele per presentareil seminario di studio sulla tratta delle donne a scopo di sfruttamento sessuale, che si terrà aRoma dal 6 al 7 dicembre per iniziativa della stessa Caritas Italiana, dell’Usmi (UnioneSuperiore Maggio d’Italia), dell’Uisg (Unione Internazionale Superiore Generali) e diMigrantes.Per padre Mioli, la prima domanda da porsi è quella su “chi alimenta in modo sempre più fortequesto mercato, che ora, grazie alle organizzazioni malavitose che immettono sul mercatogrosse ‘quantità di materiale’, è diventato anche una merce deprezzata”. Ma gli interventi piùurgenti, comunque, sono quelli sul piano legislativo, per porre fine ad un’assenza diregolamentazione del fenomeno “che caratterizza non solo l’Italia, ma anche gli altri Paesieuropei”.