“I sindacati contribuiscano alla costruzione di una società più giusta”. E’ l’auspicio espresso da don Mario Operti, direttore dell’Ufficio Nazionale per iproblemi sociali e il lavoro, in una nota sul prossimo numero del Sir, commentando il discorsorivolto ieri dal Santo Padre ai sindacalisti di sedici Paesi riuniti a Roma per un convegnoorganizzato dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace. “Nella società italiana -osserva don Operti – sta emergendo uno spiccato individualismo e neo-corporativismo, che,proprio nella realtà del lavoro, conosce le sue manifestazioni più inquietanti. Si assiste ad unacaduta verticale dei valori della solidarietà e della partecipazione collettiva alla costruzione delbene comune, a vantaggio di un’impostazione della vita che pone al centro della progettualitàdelle singole persone e delle categorie di lavoratori la supremazia economica e il successo adogni costo. Si sta facendo strada, sotto diverse forme, un’inquietante mentalità egoistica ededonistica, secondo la quale la nostra società industrializzata si trova nell’impossibilità diaffrontare in modo solidale i problemi della convivenza civile nel rispetto dei valori irrinunciabilidella giustizia e della difesa dei più deboli”. In questo contesto, “le forze sindacali sonochiamate a rivisitare la loro presenza e ad essere espressione dei valori più autentici della vitasociale”.