Medici cattolici: no alla liberalizzazione delle droghe leggere

Laliberalizzazione delle droghe leggere “è una risposta sbagliata alle sfide sociali dellacompetizione esasperata, dell’individualismo, del consumismo, dello stress” sostengono imedici che aderiscono all’Amci (Associazione Medici Cattolici Italiani) in un comunicato diffusoal termine del consiglio nazionale dell’associazione. “Le droghe leggere, insieme all’alcol -osservano -, sono un concreto fattore di rischio: il loro uso non è esente da effetti psico-organici e comportamentali acuti e cronici. La liberalizzazione è una risposta cinica di unasocietà che mira solo a difendersi, anestetizzando lo spirito critico fino alla vera e propriasindrome a-motivazionale”.Secondo i medici cattolici la disponibilità di sostanze stupefacenti, come accade per l’alcol e ilfumo, “è un fattore che ne facilita il consumo” e ciò contrasta fortemente con gli obiettivi dellaprevenzione e dell’educazione sanitaria. La liberalizzazione può significare dunque “larinuncia alla prevenzione, favorendo la diffusione delle droghe leggere solo perché non siriesce ad arginare il problema droga efficacemente”. Anche “l’ipotesi del male minore non èeticamente accettabile – affermano – in quanto attivamente permesso o cercato, soprattutto sesi tratta di giovani”.