Si legge in un documento congiunto della Caritas Italiana e della Fondazione Migrantesconsegnato ieri ai membri della Commissione Affari Costituzionali del Senato, con proposte dimodifiche e miglioramenti al decreto legge 22/1996 in materia di immigrazione, attualmente indiscussione. Caritas e Migrantes, si legge nel documento, pur restando in “atteggiamentocritico sull’impostazione generale del decreto, ritengono che diversi articoli meritino unapositiva attenzione ed auspicano che siano rimossi gli ostacoli che ne impediscono unaefficace attuazione”.Il documento è articolato in 5 capitoli. Il primo riguarda la ‘regolarizzazione’: il documentosuggerisce una “proroga dei termini” e chiede di “consentire la regolarizzazione di quantisvolgono attività di lavoro autonomo o saltuario”; si chiede inoltre “la tutela del lavoratore cheproceda all’autodichiarazione relativa alla sussistenza di un rapporto di lavoro a caratterecontinuativo; la disposizione sul versamento anticipato di 6 mesi di contributi – si legge ancora- va cancellata”. In materia di ‘ricongiungenti familiari’ si chiede di abbattere alcuni limiti, legatial reddito ed al tipo di abitazione. Quanto alle ‘espulsioni’, il documento afferma che “non èaccettabile che una sanzione così grave possa essere inflitta sulla base di indizi e su semplicerichiesta del Pubblico Ministero”. Quanto al ‘lavoro stagionale’, si propone “il diritto direingresso e la possibiltà di proroga, in presenza di un’offerta di lavoro anche solo a tempodeterminato.”