Per reagire alla disinformazione religiosa e alla distorsione dell’immagine della Chiesa suimedia c’è una sola soluzione. E’ quanto sostiene mons. Giuseppe Angelini, preside dellaFacoltà teologica dell’Italia settentrionale, al termine del convegno su “la Chiesa e i media”,che si conclude oggi a Milano. La soluzione indicata da Angelini è quella di formare”un’opinione pubblica nella Chiesa che abbia relativa autonomia rispetto ai circuitidell’opinione pubblica civile e, in specie, rispetto alla sua declinazione sui media”. Ma un taleobiettivo, sostiene il teologo, “non è realisticamente perseguibile affidandosi alla buonavolontà dei singoli e delle singole parrocchie”. Piuttosto “esige che si produca un confrontopubblico nella Chiesa” sulle questioni di maggiore attualità religiosa e civile.”La promozione di tale opinione pubblica nella Chiesa – conclude Angelini – costituirebbe ilreferente più sicuro, capace di fungere da calmiere del deprecato arbitrio nella trattazione deitemi ecclesiastici. Sussiste infatti una complicità obiettiva tra l’arbitrio dei media, da un lato, el’arbitrio diffuso che si consuma nelle stesse forme della comunicazione ecclesiastica”. Persuperare questo “arbitrio” è necessario, secondo il teologo, riaffermare “la responsabilità deipastori a rispondere pubblicamente di ogni giudizio e di ogni scelta”.