“A che servono le tante banche che operano nel nostro territorio se molti, per ottenere piccoliprestiti, debbono fare ricorso agli strozzini?”: è una delle domande poste da mons. RosarioMazzola, vescovo di Cefalù, nella lettera pastorale per la Quaresima. Ma non è solo laconstatazione della sfiducia crescente tra i cittadini nei confronti delle banche, a costituiremotivo di riflessione per il vescovo. Anche il campo sanitario è al centro dell’attenzione. “Tantimalati – scrive – sono costretti ad affrontare viaggi di speranza, al nord e all’estero, perchè nontrovano dalle nostra parti efficienti strutture ospedaliere con attrezzature diagnostichetecnologicamente avanzate. A pagare è sempre il povero che non viene ascoltato ed anziviene bistrattato. Non si può più accettare che il servizio sanitario meridionale venga gestitocosì come ci è dato vedere con i nostri occhi”. Sia nelle vicende di usura, sia per la”malasanità”, sia per le tante altre disfunzioni che si registrano nella società e nei servizipubblici, la responsabilità dei politici è grande. Per questo il vescovo invita i fedeli a pregareperchè in vista delle prossime elezioni nazionali e regionali “il Signore mandi politici nuovi, nelcuore e nelle idee, che con coerenza assumano l’impegno di servire tutti gli uomini a partiredai poveri, dagli indifesi, da coloro cui nessuno pensa”.