“Se si vuole riaffermare un impegno serio di cooperazione occorre superare quel blocco tipicodel tessuto associativo, che consiste nell’indifferenza degli uni verso gli altri e rimettere indiscussione il protagonismo esasperato di ciascuno per accendere una nuova luce per ilfuturo del volontariato e della solidarietà internazionale – ha detto Luca Jahier, confermatopresidente della Federazione Organismi Cristiani di Servizio Internazionale Volontario (Focsiv)dall’Assemblea dell’organismo, svoltasi nei giorni scorsi a Roma.”Giunge a termine un triennio di trasformazioni formidabili – ha detto Jahier – ma anche difecondo travaglio, dal quale stanno emergendo i presupposti di nuove strade da percorrere.”A questo proposito, Jahier ha ricordato i problemi che affiggono la cooperazione “posta, oggi,strettamente al servizio degli obiettivi di politica estera dell’Italia”. Jahier ha poi richiamato ilrecente convegno ecclesiale di Palermo, in cui, ha detto “la prospettiva universale dellaChiesa è rimasta del tutto sullo sfondo, prova evidente di una certa caduta di sensibilità” per lacooperazione. “Ma tutto questo – ha aggiunto Jahier- serve da sprone per un impegnomaggiore e rafforza il senso del percorso comune avviato in seno alla Chiesa Italiana perricostruire, insieme alla Caritas Italiana, all’Ufficio cooperazione missionaria della Cei e allePom un tavolo permanente a servizio della solidarietà internazionale”.La Focsiv raccoglie 53 organismi di cooperazione, conta 8960 soci, 452 gruppi di appoggio,19850 aderenti e sostenitori e 585 volontari.