Progressivo relativismo etico, perdita di peso e incisività dei valori, esasperato individualismo:questi alcuni dei mali che affliggono l’Italia secondo quanto emerso in un dibattito svoltosi ieria Roma all’Istituto Sturzo sul tema “Il rapporto tra etica e società in Italia”. “Viviamo un tempoin cui si va diffondendo non solo un ‘politeismo’ di valori, ma in cui si sta sempre piùaffermando una equivalenza tra le diverse opzioni culturali che è non solo il riconoscimentodel valore affermato dagli altri, ma una strategia di dimissioni di responsabilità e una sorta didifesa e di ritiro da una scelta di campo”, ha detto Salvatore Abruzzese, autore del libro”Italiani atto secondo: valori, appartenenze e strategie per la II Repubblica”. Per GiancarloRovati, dell’università di Genova, ci troviamo davanti ad una contraddizione di fondo che “vedeuna domanda di rigore nel pubblico e un grande permissivismo nel privato. A livello di eticapubblica tutti gli sforzi sono proiettati ad produrre regole, ma è difficile pensare a un consensosulle regole senza un serbatoio motivazionale che dia loro senso”. La stessa situazioneschizofrenica si riproduce in ambito religioso, generando quello che il sociologo Franco Garelliha definito “un alone di cattolicesimo”, ricordando che dalle statistiche risulta che in Italia lepersone che dicono di appartenere ad una confessione religiosa sono più di quelle cheaffermano di credere in Dio, “segno evidente di un’appartenenza senza credenza”.