L’economia senza etica è diseconomia: la lezione di don Sturzo

Dopo il convegno sul “cattolicesimo liberale” di Sturzo, organizzato a Roma dalla rivista”Liberal”, si è svolto ieri a Milano un altro incontro dedicato al pensatore siciliano. L’occasioneè stata offerta dalla presentazione del volume “L’economia senza etica è diseconomia” di donAlfio Spampinato. Il vicedirettore del “Sole 24 Ore”, Gianfranco Fabi, moderatore della tavolarotonda, ha rilevato che “il problema non è ragionare sull’attualità di don Sturzo comepensatore economico, ma valutare l’attuabilità del suo pensiero”, inteso come “capacità diaffrontare la realtà partendo dal valore etico della persona e adeguandolo alle necessità delcambiamento”.”C’è ancora molto da attuare del pensiero di Sturzo, soprattutto da parte del Legislatore”, haaggiunto Giovanni Palladino, presidente del Centro internazionale di Studi Luigi Sturzo.Palladino ha ricordato, in particolare, la figura di don Sturzo come “economista militante, voltoad un’educazione morale dell’uomo”. Per salvare l’economia, ha detto don Spampinato, ènecessario darle “un’anima”. A questo scopo è utile “riproporre le soluzioni di Sturzo, percercare una via che salvi il profitto e la sua giusta redistribuzione”. Ai cattolici il compito diaiutare a “formare coscienze di operatori economici che sappiano produrre di più perredistribuire meglio”.