Il processo di pace in Irlanda può proseguire

Nonostante la recrudescenza del terrorismo che ha colpito più volte Londra negli ultimi giorni,uno “spazio per le trattative è ancora aperto”. Lo sostiene mons. Sean Brady, arcivescovocoadiutore di Armagh, principale santuario dell’isola, in un’intervista rilasciata all’agenzia NewsPress.”Quando venerdì scorso arrivò la notizia della prima bomba la gente è rimasta stupita,rattristata, impaurita ed adirata. Dopo questo momento di smarrimento iniziale tutti hannosubito pensato alle strade percorribili per riavviare il processo di pace. C’è un tale anelito allapace nell’Isola che è difficile che questo nuovo rigurgito di terrorismo abbia la meglio”. Quali,comunque le cause del fenomeno? “Il partito nazionalista, lo Sinn Fein, diffida della propostaMajor di indire elezioni in Irlanda del Nord prima dei colloqui di pace veri e propri. Teme unritorno alla situazione non dico di 25 anni fa, ma di settanta anni fa”.Gli unionisti, dal canto loro, fedeli alla corona britannica, hanno sempre visto di cattivo occhiocolloqui che “accreditino l’Ira come interlocutore. Non è possibile parlare, affermano, congente che pone sul tavolo delle trattative le pistole per riprenderle appena qualcosa non va.”Come uscire dunque dallo stallo? Per mons. Brady è importante affrontare il nodo delleriforme al di là della questione elezioni. “Il passaggio indispensabile – conclude – è mettersiattorno ad un tavolo e parlare, non solo per legittimarsi ma per porsi reciprocamente di fronteai nodi decisivi del processo. Discutere delle differenze e della possibilità di armonizzarle èl’unico modo di riavviare una trattativa. Altrimenti quanto accaduto nei giorni scorsi tornerà aripetersi”.