Zevi: “Permane nell’immaginario collettivo la figura di ebreo speculatore”

“Permane nell’immaginario collettivo la figura di ebreo speculatore ed affarista”. Lo ha detto Tullia Zevi, intervenendo ieri, a Roma, alla presentazione del volume “Ebrei invisibili- i sopravvissuti dell’Europa orientale dal comunismo ad oggi” a cura di Gabriele Eschenazi eGabriele Nissim. Nel suo intervento, Tullia Zevi si è detta preoccupata per il futuro dellacomunità ebraica nei Paesi dell’Est. “Il costo sociale e le conseguenze della transizione daun’economia collettivista ad un’economia liberista – ha detto Zevi – hanno provocato numerosimalcontenti tra i cittadini dell’Est europeo. Sotto accusa, naturalmente, gli occidentali,colpevoli, secondo buona parte di questi cittadini, di avere creato non pochi problemi ad unsistema già collaudato. Dall’incolpare gli occidentali – ha aggiunto Zevi – ad individuare i reinella comunità ebraica il passo è breve. Anche se la rinascita ebraica in atto ha compiutosensibili passi avanti negli ultimi anni, non dobbiamo perciò sottovalutare tali minacce. A talfine, gli ebrei – secondo Zevi – devono assolutamente evitare l’isolamento; sarà perciòdeterminante il dialogo interreligioso, il colloquio con i cattolici e con gli ortodossi”Gabriele Nissim ha aggiunto che “permane ancora oggi, erroneamente, il mito che i regimicomunisti, abbiano svolto un ruolo positivo nella lotta all’antisemitismo: in quella parte delmondo ebraico che aveva guardato a sinistra dopo l’olocausto, c’è una grave reticenza nelfare un bilancio critico sui propri sogni mancati”.