Alcune proposte dal Vescovo di Locri per diminuire le distanze tra Nord e Sud

Si può, anzi si deve tentare di colmare il “fossato” che sembra sempre più allargarsi, e nonsolo dal punto di vista socio-economico, tra il Nord e il Sud del paese. Lo afferma mons.Giancarlo Maria Bregantini, vescovo di Locri-Gerace, all’indomani della diffusione da partedell’Istat delle ennesima serie di dati statistici che confermano il progressivo impoverimentodel Mezzogiorno. “In diocesi di Locri – spiega il vescovo, che ha promosso una ‘Settimanasociale’ il cui documento conclusivo si intitola ‘Osare il lavoro’ – i disoccupati sono il 46%.Abbiamo detto durante i lavori della ‘Settimana’ che è necessario ‘sporcarsi le mani’. Maabbiamo anche fatto alcune proposte. Ne ricordo qualcuna: creare sinergie tra forze sociali edeconomiche ‘positive’, quali istituzioni, banche, parti sociali; sostenere la nascita dicooperative e piccole imprese, investire nel turismo, agricoltura e artigianato, creare mentalitàimprenditoriale e cooperativistica, progettare ‘con’ i giovani e non solo ‘per’ i giovani,conoscere le leggi come la ’44’ sulle possibilità lavorative”. Secondo mons. Bregantini laChiesa deve essere in primo piano soprattutto nel campo dell’animazione e della formazionedi una nuova mentalità. “I nostri verbi da proporre e vivere devono essere: animare, educare,osare, produrre, far nascere, creare”. In questo compito formativo sono scesi in campo anchei Salesiani che a fine gennaio hanno inaugurato un “Centro formazione lavoro”.