La vicenda del documento dei vescovi francesi sull’Aids, afferma Antonio Spagnolo dell’Istitutodi Bioetica dell’università cattolica di Roma, “sottolinea ancora una volta il grave problemadella bioetica diffusa dai mass-media: la tendenza di taluni è quella di fare lo scoop a tutti icosti, o peggio di diffondere una ideologia, e a questo fine poco importa la mancanza dirigorosità delle fonti o lo stravolgimento strumentale”.”Occorre che sia chiaro – prosegue Spagnolo – che insistere sull’uso del preservativo per laprevenzione dell’Aids non è affatto una questione di sanità pubblica ma una questioneideologica; è diffondere un ben preciso modello di sessualità privo di qualsiasi considerazionesulla persona e sulla sua dignità. D’altra parte chi già ha fatto la scelta molto più grave di unuso disordinato della sessualità non ha certo bisogno della ‘benedizione’ della Chiesa perusare il preservativo. E anche il richiamo del principio male minore per legittimare l’uso delpreservativo non fa altro che legittimare il male che comunque c’è, senza impedire consicurezza il pericolo del contagio”.