Nuovi metodi di evangelizzazione: a Foggia 500 “missionari laici”

“Il Sinodo diocesano non deve essere celebrativo dell’ovvietà, cioè ripetere il già detto econosciuto, ma deve invece far parlare davvero la gente perchè emergano le prospettive dellaChiesa locale per i prossimi decenni”: così don Michele Di Nunzio, incaricato della diocesi diFoggia-Bovino per il Sinodo, illustra al Sir il senso del mandato conferito a 500 “missionarilaici” che hanno da poco iniziato a visitare tutte le case della diocesi, portando l’annunciocristiano e invitando la gente a proporre argomenti per il Sinodo. “L’intento è di mettere inpratica quanto il nostro arcivescovo mons. Giuseppe Casale ha detto a proposito della nuovaevangelizzazione. Nessuno può più vivere nell’immobilismo e nel parrocchialismo esagerato.Bisogna aprirsi agli altri, al territorio, sentire ciò che la gente dice e pensa e rischiare strategiepastorali per arrivare alla maggioranza degli uomini”. Per la diocesi di Foggia questo è il primosinodo in assoluto. “I laici sono coinvolti non solo per questo invio missionario – aggiunge donDi Nunzio – ma anche in quanto ‘referenti’, cioè animatori e corresponsabili del sinodo. In ogniparrocchia, gruppo e movimento ne è stato individuato uno per costituire questa ‘rete’.Vorremmo cioè realizzare un sinodo vero, non di carta e di documenti”.