Aborto: un’esperienza di contatto con la morte che lascia spesso cicatrici gravi

Lo ha detto il prof. Alessandro Gindro, docente di psicoanalisi della gestazione all’UniversitàLa Sapienza, intervenendo oggi a Roma al III Convegno scientifico internazionale sulle”Conseguenze psichiche dell’aborto volontario” organizzato dal Movimento per la Vita. “Uncampionario vastissimo di aborto volontario non permette di formulare ipotesi sull’esistenza diuna sindrome post-abortiva, ma consente tuttavia – ha aggiunto Gindro – di rilevare senzaalcun dubbio le tracce di una sindrome post-traumatica che colpisce tutte le donne che,attraverso l’aborto, hanno provato l’esperienza di un contatto con la morte”. Secondo ildocente, si tratta talvolta di “cicatrici psichiche gravi, che procurano depressioni, malattiesomatiche, odio per eventuali figli superstiti, odio per il partner e soprattutto gravi sentimenti dicolpa”. Il dott. Casadei, psicologo dell’Ospedale civile di Mirano (Verona), ha rilevato che, dauna ricerca effettuata nel nord-est italiano su un campione di 150 donne a tre annidall’interruzione volontaria della gravidanza, risulta che “il 68% di esse non ha risolto, conl’interruzione, i problemi che le avevano indotte all’aborto, mentre il 73% accusa sensi dicolpa, il 18% fa uso continuato di psicofarmaci. Inoltre il 10% è ricorso a cure di caratterepsichiatrico, il 26% presenta disturbi emozionali, il 15% ha disturbi neurovegetativi, il 36% hadisturbi del sonno e/o dei sogni”.