Il dato è reso noto dalla Agenzia internazionale Fides. Si tratta di “un pesante primato -commenta la Fides – e supera infatti di 7 unità il dato del 1994, senza contare però le 248vittime, tra vescovi, sacerdoti, religiose, religiosi e seminaristi della tragedia che ha colpito inquell’anno il Rwanda”. Tra i missionari uccisi nel 1995, rende noto la Fides, si contano 17sacerdoti – 10 diocesani e 7 religiosi -, 1 diacono, 3 fratelli, 9 religiose e 2 laiche. Quanto aiPaesi d’origine, 6 provenivano dall’Italia, comprese le due laiche, 5 dal Burundi, 3 da Belgio,Francia e Rwanda, 2 da Cile, India e Irlanda, 1 da Austria, Brasile, Camerun, Haiti, Malta eStati Uniti. 10 missionari sono stati uccisi in Burundi, 3 in Algeria e Zaire, 2 in Brasile, Cile eIndia, 1 in Camerun, Ecuador, Haiti, Israele, Nigeria, Rwanda, Sierra Leone, Somalia, StatiUniti e Sudafrica.”Il sangue dei martiri – commenta l’Agenzia Fides – accomunando giovani ed anziani, uomini edonne, ha segnato i passi iniziali della vita della Chiesa e ha generato una lunga schiera ditestimoni dell’amore di Cristo che giunge, lungo i secoli, sino ai giorni nostri. Di molti non siconoscerà mai il nome né il luogo o la data del martirio, ma non per questo avrà meno valoreil loro sacrificio. Come ha scritto Giovanni Paolo II nel Messaggio per la Giornata MissionariaMondiale 1995, ‘la missione passa attraverso la croce ed il dono di sé. Di questi testimoni,oggi, il mondo ha sempre più bisogno.”