Il prof. Giorgio Girardet, docente della Facoltà valdese di Teologia, interviene nel dibattitosuscitato dall’annuncio di una possibile revisione della traduzione del “Padre nostro”. In unadichiarazione ripresa dall’agenzia evangelica Nev, Girardet ricorda che da quasi vent’anni inItalia esiste una traduzione interconfessionale della Bibbia in “lingua corrente”, approvatadalla Chiesa cattolica e dalle Chiese evangeliche. Questa versione presenta già delle novitàsul Padre nostro che recita: “Fa’ che non cadiamo in tentazione, ma liberaci dal maligno”.Il clamore suscitato da una possibile revisione del Padre nostro, secondo Girardet, mostra “ilgrande interesse e la sensibilità ai temi religiosi, anche in campo laico” uniti, però, ad “unacerta impreparazione”. E spiega: “Le parole greche finora tradotte con ‘non indurci’ possonoessere correttamente rese con ‘non esporci alla tentazione’. Le traduzioni ‘liberaci dal male’ovvero ‘dal maligno’ sono entrambi difendibili”. D’altra parte, aggiunge il teologo, “i testi delPadre nostro recitati in tutto il mondo sono delle traduzioni dall’originale greco dei Vangeli diMatteo e di Luca, e il primo dovere di ogni traduzione è quello di essere fedele. Quando laconoscenza del mondo antico e gli studi linguistici lo richiedono, le traduzioni vannoaggiornate”.