Cattolici e tv: non solo proteste e denunce

Andrea Piersanti, presidente dell’Ente dello Spettacolo (Eds), in una nota sul prossimonumero del Sir, afferma che “in questi anni, sono notevolmente aumentate le denunce daparte di cattolici” relative al contenuto dei programmi tv” ma, secondo Piersanti, “laprogrammazione non sembra averne risentito”.Secondo il presidente dell’Eds, “ciò che si vede sullo schermo, tranne qualche lodevoleeccezione, fa venire i brividi per stupidità e banalizzazione culturale e sociologica”. Però,osserva Piersanti, “proteste e denunce non servono” in quanto “vengono” spesso “sfruttateper fini meramente autopromozionali”. Suggerisce perciò “che gli spettatori imparino adusare il telecomando anche per spegnere la televisione” e, “consapevoli dell’enorme potereche il sistema televisivo involontariamente concede loro”, attuino forme di “boicottaggio deiprodotti pubblicizzati in certi programmi”.Piersanti auspica, in particolare, che quanti nel mondo cattolico si occupano di mass-mediasi impegnino a realizzare una nuova tv attraverso “scuole ed autori che proponganoalternative valide per l’intrattenimento e l’informazione.”